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Chi è Sherlock Holmes, chi siamo noi

"Il segno dei quattro" (221bbakerstreet@uniurb.it) nasce come progetto di un appuntamento fisso dedicato a Sherlock Holmes, un nome che unisce studiosi e fans di tutto il mondo sollecitandone i contributi nel campo della letteratura, della psicologia e psicanalisi, della scienza, dei media. Il gruppo, composto da quattro docenti dell’Università di Urbino (Alessandra Calanchi, Sergio Guerra, Ivo Klaver e Anna Maria Ricci) è in costante contatto con “Uno Studio in Holmes” (l’Associazione degli Sherlockiani/Holmesiani italiani) e con le altre Associazioni nel mondo. Obiettivo comune è studiare un personaggio letterario che è diventato nel secolo scorso vero e proprio fenomeno culturale in ogni parte del pianeta, ciascuno apportando le competenze specifiche della propria area di interessi – dagli studi culturali a quelli di genere, dalla chimica al collezionismo, dal teatro al cinema. L’evento si svolge a Pesaro, in un fine settimana nel mese di giugno.

La prima giornata (21 maggio 2005) è stata dedicata a "Sherlock Holmes tra Oriente e Occidente" e si è avvalsa del contributo di studiosi in vari ambiti di ricerca, concentrandosi soprattutto sui rapporti fra Oriente e Occidente, sull’immaginario simbolico e sulle strategie della comunicazione letteraria.

La seconda giornata (10 giugno 2006) è stata dedicata a "Sherlock Holmes nel Paese dei Media", un titolo che univa la realtà tecnologica dei mass media al mondo fiabesco del “Paese delle Meraviglie” e/o del “Paese dei Balocchi”. Un luogo fiabesco, dunque, ma al contempo reale, dove il quotidiano e l’immaginario, l’informazione e la comunicazione si incontrano intorno al personaggio immortale di Sherlock Holmes.

La terza giornata (16 giugno 2007) è stata dedicata a "I mille e uno / The Thousand and One Sherlock Holmes”. Come Sherazade, nelle Mille e una notte, affida la sua vita alla sapiente arte del racconto, così Sherlock Holmes affida al racconto l’eterno perpetuarsi della propria vita fittizia: dalla penna del dottor Watson alla lunga schiera di scrittori e registi che si sono misurati nel corso del tempo con questo personaggio, sono in molti ad aver mantenuto vivo Sherlock Holmes grazie alle strategie sempre rinnovate del narrare.

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sampleSherlock Holmes è molto più di un semplice personaggio letterario. Nato nell’ultimo scorcio del XIX secolo, la sua figura ha dominato l’immaginario collettivo per tutto il XX secolo, e nemmeno l’inizio del nuovo millennio sembra aver scalfito minimamente il suo carisma.
Fenomeno culturale a tutto tondo, Sherlock Holmes si è mosso dalla letteratura al teatro, dal cinema alla saggistica, impersonando non solo la razionalità, il buon senso, l’acume dell’osservatore imparziale, ma anche le contraddizioni e i grovigli del suo – e del nostro – tempo.

Misurarsi con le forze del male ha infatti significato sempre, nelle storie inventate da Arthur Conan Doyle che vedono Holmes protagonista, rinegoziare continuamente le nozioni etiche di bene e male, rimettendo in gioco di volta in volta non solo le dinamiche della ragione, ma anche le pulsioni più intime.
Immortale come sono gli eroi, Sherlock Holmes è “rinato” continuamente nelle numerose trasposizioni cinematografiche e nelle riscritture (dette “apocrifi” dai cultori del “sacro canone”), e perfino la critica accademica si è occupata sempre più dello spessore psicologico e delle implicazioni sociali, politiche e di genere delle sue rappresentazioni sulla pagina e sullo schermo. Un rilevante contributo va riconosciuto, in tal senso, all’associazione Uno Studio in Holmes, i cui membri vantano convegni,  numerose pubblicazioni, l’uscita regolare della fanzine The Strand, e la prosecuzione del cosiddetto Grande Gioco, ovvero la finzione – condivisa da associazioni di studiosi in tutto il mondo – che Sherlock Holmes non sia un personaggio immaginario ma sia realmente esistito.